Umidità Relativa Ottimale: benessere termico sul luogo di lavoro

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Umidità Relativa Ottimale: benessere termico sul luogo di lavoro

Umidità Relativa Ottimale

Quando si soggiorna negli ambienti senza avvertire nessun tipo di disagio, quale può essere il sentire caldo o freddo, si vive in una condizione di “benessere termico“. Per ottenere tale stato occorre che i parametri ambientali di temperatura, umidità e velocità dell’aria rispettino determinati valori. Il tasso di Umidità Relativa Ottimale deve rientrare tra il 40-60%. Entro tali parametri si vive in una condizione di benessere e vengono preservati danni alla salute. Quando l’umidità è al di sotto di 40% il clima diventa secco, le mucose si irritano, batteri e virus attaccano l’organismo più facilmente. Quando l’umidità è sopra il 60%, invece, si può creare umidità di condensa con conseguente formazione di muffe e relativi pericoli per la salute. Il benessere termico nei luoghi di lavoro è quindi un bene prioritario da tutelare per la salute dei lavoratori.

Umidità Relativa e Assoluta

Quando si parla di umidità c’è da fare un’importante distinzione tra umidità assoluta e relativa. Premettendo che nell’aria è presente vapore acqueo, la quantità di questo vapore è determinata dalla pressione e dalla temperatura e si definisce assoluta o relativa. L’umidità relativa è il rapporto tra la massa di vapore presente nell’aria e la massima quantità di vapore che può rientrare nello stesso volume d’aria. Con un’umidità di 0% l’aria è secca, con un’umidità del 100% l’aria è satura di vapore. L’umidità assoluta cresce al crescere della temperatura. L’umidità relativa, invece, informa su quanto una massa d’aria è lontana dalla saturazione.

Umidità Relativa Ottimale negli ambienti industriali

Negli ambienti industriali grande attenzione si deve porre all’umidità relativa ottimale per il benessere e la salute dei lavoratori. Per tutelare i lavoratori, la legge con il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro 81/08 stabilisce i parametri ottimali. Il microclima degli ambienti di lavoro è un punto cardine del benessere in ambito lavorativo industriale, da considerare con le giuste attenzioni.

Il Raffrescatore Evaporativo come regolatore di umidità

Nei grandi ambienti industriali il modo migliore per mantenere la giusta climatizzazione è l’utilizzo di un raffrescatore evaporativo. Il raffrescatore funziona con una ventola che aspira l’aria e la converte verso un pannello evaporativo. Tale pannello è bagnato da una tanica interna o, in alcuni modelli, da ghiaccio. In questo modo viene immessa nuovamente nell’ambiente aria raffrescata, abbassando contemporaneamente la temperatura. Ed è proprio così che i raffrescatori evaporativi regolano l’umidità ambientale. Questa funzione è indispensabile nei grandi capannoni industriali e negli ambienti di lavoro.

I raffrescatori evaporativi funzionano senza agenti chimici o gas refrigeranti. Il vantaggio dell’uso di questo tipo di apparecchi è l’uso di materiali naturali per nulla tossici. Un secondo vantaggio è che questo tipo di apparecchi non richiede dei tubi esterni per la fuoriuscita della condensa. Questo macchinario inoltre ha una potenza maggiore dei tradizionali climatizzatori, con l’ulteriore vantaggio del consumo minore di energia elettrica. I raffrescatori evaporativi rappresentano ormai il nuovo modo di climatizzare gli ambienti tutelando il benessere fisico.